La Rosa di Jhericho
Il libro di canti di Anna di Colonia (ca. 1500)
ARS CHORALIS COELN
Maria Jonas – canto, direzione musicale
Canto: Karolina Brachmann, Uta Kirsten , Christine Wehler, Cora Schmeiser, Petra Koerdt, Amanda Simmons, Pamela Petsch, Stefanie Brijoux
Flauti: Lucia Mense
Salterio: Elisabeth Seitz
Viella: Susanne Ansorg
Arpa: Johanna Seitz
Nel tardo Medioevo molte donne in Germania e nei Paesi Bassi desideravano vivere, lavorare e suonare insieme e questo desiderio portò ad una nuova forma di vita: le corti delle beghine trovarono presto la loro fioritura culturale. Oggi dobbiamo ringraziare quelle donne che nel XIV e XV secolo coltivarono le loro arti musicali per aver codificato le loro melodie nei vari libri di canto. In questa maniera si sono mantenute delle melodie molto più antiche che altrimenti sarebbero andate perse. Il movimento della „devotio moderna“ promosse nel XV sec. una sensibilità musicale che si ispirò alle più degne tradizioni della poesia mistica e predilesse le pratiche legate al medioevo; così ci sono stati tramandati degli esempi di canto corale omofono e di improvvisazione organale insieme a dei testi che appartengono ad un mondo sentimentale e immaginario del tutto femminile. Il più delle volte parlano della Vergine Maria e di Cristo come sposo oppure amante dell’Anima.
Una delle fonti più significative per questo tipo di musica è il libro di canto di Anna di Colonia. Si tratta di un libricino che è stato compilato da più autrici e contiene su 177 pagine 82 canti sacri. La prima proprietaria di questo libro di canti senza ornamenti e immagini per il quale era previsto l’uso privato “nella cameretta” è stata “anna di collen”. Viveva intorno al 1500 ed apparteneva probabilmente ad una cerchia di beghine della zona del Basso Reno. Siccome mancano del tutto delle indicazioni soltanto il dialetto e l’indicazione della „allerliefsten vrindyn tringen van kleif“ (dialetto della zona) suggeriscono il territorio di origine. Molto fa pensare che la maggior parte dei canti appartenga alla zona di Colonia. Come periodo della compilazione del libro di canto, a tappe, supponiamo i decenni intorno al 1500. Molte volte si tratta di contrafatture: canti comuni, spesso con contenuto molto profano, che disinvoltamente vengono congiunti al mondo religioso (il lamento amoroso diventa il lamento peccatore, lo struggersi per l’amante diventa lo struggersi per lo sposo celeste); nonostante l’atteggiamento spirituale l’espressione rimane originaria ed aderente alla realtà. Il canto popolare e la lirica cittadina concorrono in questa testimonianza della vita musicale presso una corte delle beghine nel Medioevo che è la più ricca che ci è stata tramandata.
